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BERGAMO SMART CITY

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Bergamo vuol sognare insieme a Bloomberg

La città propone di trasformare spazi dismessi in hub dove far rivivere antichi mestieri

Dopo «Bergamo 2019» c?è una nuova sfida che coinvolge la città. È un?opportunità lanciata da Michael Bloomberg, l?ex sindaco di New York, che ha ideato un concorso per trovare la città europea con l''idea più bella del mondo.

E Bergamo ha deciso di partecipare. Con questa proposta: trasformare alcuni spazi inutilizzati o edifici dismessi della città in laboratori in cui far rivivere i mestieri di un tempo, innovandoli. Un modo anche per far incontrare giovani e anziani e favorire così lo scambio bi-direzionale dei saperi. Il progetto è stato sviluppato dall?Università di Bergamo, che ha poi ottenuto il sostegno del Comune: insieme, ieri, le due istituzioni hanno inviato l?idea alla fondazione dell?ex sindaco di New York, la Bloomberg Philantropies, che selezionerà, entro la fine di aprile, le venti città finaliste scegliendole tra le circa 200 che si sono candidate. Tra queste verranno scelte, entro ottobre, le cinque vincitrici, che si spartiranno il montepremi da 9 milioni di euro: 5 andranno alla vincitrice, mentre le successive quattro città porteranno a casa 1 milione ciascuna.Il concorso si chiama «Mayors? Challenge», la sfida dei sindaci. È una competizione che chiede alle città europee con almeno 100 mila abitanti di mettersi in gioco, per presentare nuove idee e intraprendere percorsi innovativi capaci di migliorare la qualità della vita dei residenti. E la città ha deciso di puntare sul patto generazionale per salvare gli antichi mestieri, con il progetto «Bergamo Empowering City». «L?ateneo cittadino ? dice il vice sindaco Gianfranco Ceci ?, nell?ambito dell?accordo ?Bergamo Città Universitaria?, ha chiesto all?amministrazione l?endorsement per la partecipazione al ?Bloomberg Mayor Challenge? per il 2014». E Palazzo Frizzoni ha detto sì. «Noi abbiamo dato al Comune supporto scientifico per sviluppare l?idea ? dice Matteo Kalchschmidt, professore associato del dipartimento di Ingegneria di Bergamo e membro del comitato dell?ateneo cittadino che ha lavorato al progetto ?. Ci siamo mossi dall?idea di tramandare ai giovani le arti e i mestieri della tradizione, per integrarli con le nuove tecnologie. Un percorso nato pensando a due caratteristiche di Bergamo: da un lato il tendenziale invecchiamento della popolazione, dall?altro la difficoltà di tramandare le capacità artigianali. Così ? dice il professor Kalchschmidt ? è nata l?idea di trasformare edifici dismessi o spazi non utilizzati della città in hub, cioè luoghi fisici in cui far incontrare giovani e anziani, per sviluppare questo progetto». L?elenco dei mestieri da salvare verrà definito in una fase successiva e solo se allo staff di Bloomberg piacerà il progetto bergamasco. «Siamo ancora in una fase iniziale ? fa sapere il Comune ?. Se il progetto piacerà, allora verranno definiti i dettagli». Anche con l?aiuto dello staff di Bloomberg, che manderà nelle venti città finaliste i suoi consulenti, per affinare i piani di lavoro e superare, se ce ne fossero, le debolezze. In facoltà il progetto ha impegnato, nell?ultimo mese e mezzo, una quindicina di persone: quattro docenti dell?Università di Bergamo, uno di Harvard e alcuni studenti coinvolti nello scambio tra l?ateneo cittadino e quello statunitense. Con la presentazione della candidatura di Bergamo, il gruppo che sta lavorando al progetto ha dovuto anche dare un?idea della dimensione economica della proposta: in questo caso, si è stimato un investimento di qualche milione di euro che, in caso di vittoria, verrà finanziato (tutto o in parte) da Bloomberg. Così, dopo aver cambiato New York nei 12 anni del suo triplice mandato, l?ex primo cittadino, che il 31 dicembre ha passato le chiavi di City Hall al successore Bill De Blasio, è pronto a esportare in altre città il modello che ha sperimentato nella Grande Mela. Il bando scritto dalla Bloomberg Philantropies spiega che un?idea per vincere dev?essere coraggiosa, creativa, realizzabile e, una volta realizzata, esportabile in altre comunità. «Bisogna proporre uno spunto che sia inedito ed essere la prima città a sviluppare quel progetto ? spiega il professor Kalchschmidt ?. Così noi abbiamo pensato al trasferimento di saperi tra popolazione anziana e giovani, pensando che questo potrebbe essere il percorso che distingue Bergamo dalle altre città. Vedremo se la giuria lo apprezzerà». In gara, tra le italiane, ci sono anche grandi città, come Roma, Firenze, Milano e Torino.

Seminati Silvia - Corriere della Sera