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BERGAMO SMART CITY

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Tecnologia LED e controllo wireless per i lampioni di Montechiarugolo

A livello locale il paradigma smart city trova una sua più semplice applicazione e così sono diversi i laboratori che animano il nostro territorio. Un modello ad esempio che si sta imponendo a livello regionale è proprio alle porte di Parma. Si tratta di Montechiarugolo, un Comune con poco più di 10.000 abitanti vincitore, fra l’altro, dell’edizione 2013 del Premio Comuni Virtuosi.

Ma cosa è accaduto a Montechiarugolo? Semplicemente, dopo diverse esperienze di successo in ambito di energy harvesting con fonti rinnovabili, il 19 luglio del 2013 il Comune ha pubblicato sul BUR dell’Emilia-Romagna il bando per la riqualificazione energetica ed efficientamento della rete di illuminazione pubblica per un importo complessivo a base d’asta di più di 2,5 Milioni di Euro, utilizzando, tra le prime in Italia, il contratto di messa in disponibilità, uno strumento innovativo di partnership pubblico-privata, previsto dal Codice degli Appalti e per la prima volta applicato alla illuminazione pubblica.

Il vantaggio dello strumento è soprattutto nel fatto di essere al di fuori del patto di stabilità, sia per gli aspetti di investimento che di spesa corrente. Infatti è il privato che effettua l’investimento e gestisce il servizio, assumendosi ogni rischio di progettazione, installazione, gestione e ne dà disponibilità piena e costante al Comune a fronte del pagamento di un canone (decurtabile in caso non siano rispettate le condizioni di disponibilità).

Dal punto di vista corrente il saldo è invece addirittura positivo. Grazie al risparmio ottenuto dal passaggio al LED e dal telecontrollo infatti, la gestione degli impianti sarà più efficiente ed economica, e quindi già a partire dal primo anno di esercizio il Comune di Montechiarugolo prevede di ridurre i costi complessivi (canone compreso) da 370.000 Euro a 240.000 Euro. Considerando anche il recupero di 20.000 Euro in TEE (titoli di efficienza energetica) si raggiunge un risparmio economico di 150.000 euro all’anno e ad una riduzione di emissioni in atmosfera pari a circa 200 TEP.

La gara (cofinanziata con 400.000 euro dal bando ‘50 TEP’ della RER), il cui bando è reperibile sul sito del comune di Montechiarugolo, è stata aggiudicata secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e la ditta vincitrice dovrà sostituire tutti i corpi illuminanti della rete di illuminazione pubblica (circa 3000), con LED a luce bianca di ultima generazione, compliant con la recente normativa regionale sull’inquinamento luminoso, installare nuovi pali, adeguare 65 quadri elettrici. Ma l’aspetto più rilevante in ottica ‘Smart’ è che, grazie alle schede incorporate sui nuovi lampioni e quadri con lo scopo principale di telecontrollarne accensione, potenza e guasti, si crea una rete dati wireless di tipo mesh, completamente pubblica.

Questa rete “intelligente”, sarà diffusa capillarmente su tutto il territorio e sarà in grado di trasmettere dati (grazie all’integrazione fra un sistema di applicazioni e di sensori) non solo per la gestione ordinaria della pubblica illuminazione, ma anche per erogare servizi innovativi dal punto di vista dell’ambiente (monitoraggio ambientale ed acustico), dell’energia (informazioni sul consumo degli utenti), della mobilità (traffico), della sicurezza, della raccolta dei rifiuti.

La rete che, ricordiamolo, resterà di proprietà del Comune (infatti non è una forma di concessione), costituirà la griglia smart strategica per il futuro di servizi innovativi e rappresenta il primo esempio italiano nel settore.

I risparmi così conseguiti potranno essere messi a disposizione di altre voci di bilancio senza intaccare il famigerato e tanto temuto patto di stabilità.

"Il bando è completamente frutto della progettazione interna - spiega l’assessore Maurizio Olivieri - in particolare dei settori Ambiente e Ragioneria. È un progetto che ci ha molto impegnato ma di cui siamo orgogliosi: da un lato perché ci pare che dimostri che si può fare innovazione anche in comuni di medie dimensioni, e con personale proprio; dall’altro perché ci sembra che dimostri ancora una volta che le politiche ambientali non sono un ‘lusso’ che sottrae risorse, ma anzi una opportunità di miglioramento che va necessariamente colta, in grado di generare, in tempo di ristrettezze, risorse per i servizi (ad es. Welfare) e innovazione nei servizi (ad es. ‘smart waste’). Il tutto con una collaborazione vantaggiosa col privato, senza la cessione di assets strategici quale sempre di più si rivela essere la rete IP".

Nell’ambito delle attività di GreenNet, Lepida SpA - società in house della Regione Emilia-Romagna e degli Enti locali del territorio regionale - ha seguito con interesse l’intero progetto.

"Lepida SpA guarda con molta attenzione alle azioni innovative in ottica “smart” portate avanti dai propri Soci - afferma Gianluca Mazzini, Direttore Generale di Lepida SpA- con l’obiettivo di fare sistema e renderle disponibili, in modo omogeneo ed economicamente accessibile a tutto il territorio emiliano-romagnolo, valorizzando il ruolo di “facilitatore di innovazione” proprio della società".

 Fonte: Lepida Spa